Le ossa di Ranis riscrivono l'arrivo di Homo sapiens in Europa: 45.000 anni fa.
Un nuovo studio ha analizzato i resti umani trovati nella grotta di Ilsenhöhle a Ranis, in Germania, associati alla cultura litica LRJ. Grazie a datazioni al radiocarbonio e analisi del DNA mitocondriale, si è stabilito che questi individui sono tra i più antichi Homo sapiens del Paleolitico superiore europeo. Erano già presenti in Europa centrale e nord-occidentale mentre i Neanderthal tardivi sopravvivevano ancora nell'Europa sud-occidentale. Questo dimostra che la transizione fu complessa, con diverse popolazioni umane e tecnologie coexistenti.
Gli 11 campioni analizzati provengono tutti dal sito di Ranis. Il DNA mitocondriale è stato risolto per 11 individui: 7 appartengono all'aplogruppo N, 2 all'aplogruppo R, 1 a R0 e 1 a R2'JT. Questi aplogruppi sono tipici delle popolazioni non africane, confermando l'origine sapiens. La diversità mitocondriale suggerisce una popolazione già differenziata. Non sono disponibili dati sul cromosoma Y, quindi non si possono trarre conclusioni sulle linee paterne.
Per gli appassionati di origini, questo studio conferma che l'arrivo di Homo sapiens in Europa fu precoce e complesso, con aplogruppi mitocondriali N e R già presenti 45.000 anni fa. Utile per contestualizzare le migrazioni e le interazioni con i Neanderthal.
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